Dall’oro alle valute FIAT: come il 1971 ha segnato un cambiamento radicale nell’economia

(Questo articolo è tratto da “From Gold To Nothing: How 1971 Changed Everything In The Economy”; Duino Schiappapietra – moderntimesinvestors.com)   Il sistema monetario rappresenta una componente fondamentale sulla quale si sviluppa l’intero sistema economico e sociale. Oggi le valute comunemente utilizzate, come l’euro e il dollaro, sono tutte valute FIAT. In altre parole, moneta fiduciaria a corso legale il cui valore deriva dall’accettazione e dalla capacità del governo di riconoscerle legalmente. Difficilmente oggi si mette in discussione il sistema monetario, considerandolo come un solido riferimento. Tuttavia, basta guardare indietro di pochi anni per accorgersi che nell’ultimo secolo il sistema monetario è cambiato circa ogni 20-30 anni. L’attuale sistema monetario conferisce ampi margini di manovra alle banche centrali, le quali possono effettivamente agire in maniera rilevante sull’economia. Cosa significa tutto questo per il risparmio, l’economia e il nostro potere di acquisto?

L’oro come valuta di riferimento

Nel corso della storia, in ogni società l’oro ha sempre svolto un’importante funzione monetaria, tanto da rappresentare la riserva di valore per eccellenza. L’oro infatti, ieri come oggi, è a tutti gli effetti moneta, con le funzioni di:
  • Unità di conto
  • Mezzo di scambio
  • Riserva di valore
L’importanza e la cardinalità dell’oro in tali funzioni è stata tramandata fino agli anni 70 del ‘900. Fino a quel periodo, si è sempre avuto un sistema monetario che, in un modo o nell’altro, era vincolato ad una quantità fissa d’oro.

Bretton Woods

Verso la fine della seconda guerra mondiale, era chiaro che il mondo aveva bisogno di un nuovo sistema monetario che supportasse lo sviluppo economico. La soluzione fu trovata negli accordi di Bretton Woods nel 1944, che definirono di fatto un nuovo assetto per la politica monetaria internazionale. L’accordo prevedeva che i dollari statunitensi rispettassero la parità aurea di 1/35 di oncia e che le valute degli altri stati mantenessero un tasso di cambio fisso rispetto al dollaro statunitense. Perché proprio i dollari? Non è stata una scelta casuale, gli Stati Uniti infatti possedevano in quegli anni 2/3 delle riserve auree mondiali e dopo la guerra erano il paese più influente tra i paesi vincitori.

1971 – Il mondo abbandona l’oro in favore delle valute FIAT

Purtroppo, gli accordi di Bretton Woods ebbero vita breve. Negli anni 70 gli Stati Uniti affrontarono un periodo di stagflazione (alta inflazione unita ad un’economia in recessione) e una serie di disequilibri portarono al collasso del sistema. Il dollaro fu svalutato a più riprese e gli Stati Uniti accumularono grossi deficit per finanziare diversi progetti, militari ed economici. Nel sistema di Bretton Woods la parità con l’oro era l’elemento fondante del sistema, presto le banche centrali degli altri paesi iniziarono a richiedere la conversione in oro dei dollari di cui erano in possesso. Questo portò ad un rapido assottigliamento delle riserve auree statunitensi, tanto da indurre il governo americano a interrompere la convertibilità in oro dei dollari con la famosa dichiarazione di Richard Nixon il 15 agosto 1971. Questa decisione ha influito radicalmente sul sistema economico fino ai giorni nostri. Ciò ha prodotto notevoli effetti anche sul modo di gestire il risparmio e sulla nostra capacità di preservare il potere di acquisto nel tempo.

Erosione del potere di acquisto

Cosa è cambiato dopo Bretton Woods? Il mondo si è avventurato in un sistema monetario che vede soltanto valute FIAT. Questa situazione non ha precedenti storici e in verità nessuno può sapere quale sarà il risultato finale. Per comprendere quali sono i potenziali risvolti di tale situazione è necessario evidenziare due dati di fatto:
  • Con un sistema di valute 100% FIAT le banche centrali possono creare la quantità di valuta che desiderano, potenzialmente illimitata
  • Storicamente, nessuna valuta FIAT è mai stata in grado di preservare il suo valore
Questi due aspetti si pongono come un problema per il risparmiatore o per chiunque intenda preservare il potere di acquisto del proprio denaro, anche in vista di trasmissione alle generazioni future. Ciò rende praticamente impossibile risparmiare accantonando del denaro sotto forma di valuta FIAT. Di seguito un esempio pratico con il dollaro statunitense:   Nell’arco di 100 anni, la progressiva espansione della quantità di dollari in circolazione ha portato il valore del dollaro a ridursi del 95%.

Prospettive per l’economia

Negli ultimi anni le politiche monetarie espansive delle banche centrali sono state in prima linea tra gli strumenti per contrastare la recessione. La moneta è una variabile fondamentale nell’economia la manipolazione della stessa da parte delle banche centrali porta inevitabilmente ad una serie di distorsioni. Per rendersi conto dell’entità dell’intervento delle banche centrali nell’economia, il seguente grafico mostra l’espansione della base monetaria da parte della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve (la banca centrale statunitense).     Nel giro di 10 anni la base monetaria è infatti quasi quintuplicata. Tutto ciò è reso possibile dallo sgancio di ogni legame con una quantità fissa d’oro e l’adozione di una valuta 100% FIAT. L’assenza di un limite alla creazione di moneta (sarebbe meglio dire di valuta), da un lato permette di stimolare l’economia, dall’altro si porta dietro una serie di problematiche. I bassi tassi di interesse infatti hanno portato all’assunzione di maggiore debito da parte di tutti gli operatori, consumatori, imprese e stati nazionali, oltre a causare un notevole aumento dei corsi azionari. La crescita economica potrebbe in effetti rivelarsi molto più fragile di quanto si creda e i primi segnali di incertezza sui mercati stanno cominciando a farsi avanti. Non è un caso che le banche centrali abbiano rallentato i ritmi dei loro piani di rialzo dei tassi di interesse, mantenendo politiche monetarie piuttosto accomodanti e nel complesso ancora espansive. La vera domanda diventa: cosa faremo durante la prossima crisi? Dall’analisi del passato recente è probabile che ci sarà una nuova espansione monetaria, del resto negli ultimi anni ciò ha permesso da un lato di contrastare le crisi, dall’altro di creare a catena una nuova bolla sempre più grande. La gestione della politica monetaria è un tema complesso, con notevoli rischi ed importanti riflessi sull’intera economia. Lo scenario economico è in continuo mutamento e negli ultimi 15 anni si sono verificati eventi un tempo neanche lontanamente immaginabili dai più. Vi è tuttavia un elemento che è rimasto costante in questo scenario: la progressiva erosione del potere di acquisto della valuta.