Soft o Hard Brexit? L’oro fisico rimane il bene rifugio indiscusso.

Le continue incertezze sulla Brexit,  stanno diminuendo sensibilmente la propensione al rischio degli investitori. I mercati finanziari, stanno scontando grande incertezza e tensione in merito ad una potenziale “Hard Brexit”. Questo scenario di mancato accordo, ovvero di dissidio tra Regno Unito e Unione Europea, creerebbe ancor più instabilità sui mercati finanziari rispetto ad un’uscita dall’UE concordata. La vera minaccia per il risparmio è la mancanza di certezze e la difficoltà nell’elaborare i possibili scenari di impatto sui mercati. Effetti negati in mancanza di un vero accordo con Il Regno Unito si vedrebbero molto probabilmente sui traffici commerciali. Gli scambi tra Regno Unito ed UE, perdendo i benefici e le semplificazioni del mercato unico, potrebbero danneggiare seriamente l’import ed export tra le due economie con effetti a catena sul sistema. Queste dinamiche vanno relativizzate anche in un possibile “effetto contagio” in tutti i Paesi Europei. Il rischio maggiore di contagio è riferibile a quei Paesi maggiormente indebitati, tra i quali l’Italia è al primo posto. Tensioni sui mercati finanziari e scosse sui mercati obbligazionari e monetari avrebbero serie conseguenze negative sulla stabilità sistemica e di conseguenza sui risparmi di tutti i cittadini. Nei precedenti episodi di tensioni legate alla Brexit, lo spread, dell’Italia nei confronti della Germania, ha subito significativi aumenti dimostrando così la sua sensibilità ad eventi economico-politici che coinvolgono tutto il blocco UE. Contrasti a livello Europeo si ripercuotono immediatamente sull’Italia a causa dell’elevato debito pubblico e forte dipendenza dai mercati per il finanziamento del debito. In questo contesto il prezzo dell’oro ha iniziato da alcuni mesi una progressiva crescita che ad oggi ha superato i 1300 dollari l’oncia. Questo movimento dell’oro, ancora una volta esprime il suo ruolo di vero bene rifugio per gli investitori in un contesto di instabilità dei mercati. La sua caratteristica di essere un bene monetario scarso e stabile, capace di conservare il valore nel tempo, lo rende l’asset/bene fisico migliore per garantire una protezione del risparmio in caso di inflazione e di crisi economiche/finanziare legate a cigni neri valutari. Al fine di poter difendere il proprio capitale, un’allocazione di almeno il 20% della propria liquidità in oro fisico è una scelta ancor più oculata alla luce delle attuali tensioni tra UE e Regno Unito.