QUALI CONSEGUENZE DI UN’USCITA DALL’EURO

Gli impatti sui risparmi in seguito ad un’eventuale uscita dall’Unione monetaria

Le dinamiche vissute durante l’insediamento del nuovo governo hanno fatto ritornare alla ribalta una possibile uscita dall’Euro da parte dell’Italia.

Quali sarebbero le principali conseguenze di un’uscita dell’Italia dall’Eurozona e quali sono le strategie per la protezione dei propri risparmi?

 

Il rischio di una svalutazione

La nuova Lira Italiana con molta probabilità sarebbe soggetta ad una forte svalutazione nei confronti delle principali valute globali già dal primo giorno della sua introduzione. La svalutazione potrebbe attestarsi anche molto sopra il 20% – 30% di svalutazione subita dal Pound inglese con la Brexit .

Il prezzo dei principali beni d’importazione (pensiamo al petrolio, al gas ed a molte materie prime di base per le industrie italiane) aumenterebbe vertiginosamente contro la nuova Lira, con un rapido aumento dell’inflazione già nel breve periodo.

In questo scenario fortemente inflativo nel breve periodo potrebbero beneficiare le aziende esportatrici, ma a pagare il prezzo maggiore sarebbero coloro che  percepiscono un reddito fisso, cioè i lavoratori dipendenti, e chi si è visto convertire i depositi da Euro a Nuova Lira.

 

I depositi bancari

Una conseguenza immediata sarebbe una corsa agli sportelli da parte dei correntisti italiani. Una volta capito l’elevato rischio di svalutazione, tutti i depositanti italiani vorrebbero tutelarsi cercando di prelevare gli Euro al fine di non farseli convertire nella Nuova Lira.

Cercare la conversione dei propri depositi in valute “forti” tipo il Franco Svizzero o altri beni rifugio tipo l’oro, sarebbe una soluzione che in molti cercherebbero di attuare.

In questo scenario, al fine di eliminare il rischio di una “corsa agli sportelli” dei correntisti di tutte le banche Italiane, replicando quanto accaduto in Grecia, potrebbe avvenire il congelamento di tutti conti e la totale restrizione di movimentazione di capitali verso l’estero.

Ricordiamo che, in Grecia, la chiusura delle banche per 20 giorni ed il tetto a 60 euro giornalieri sui prelievi in contanti ha causato non poche difficoltà ai cittadini, provocando molti disagi anche per trovare i beni di prima necessità.

Per comprendere meglio quale sarebbe la perdita delle famiglie Italiane è possibile leggere la nostra analisi sui dati aggregati del risparmio e dei depositi Italiani.

 

Il debito pubblico Italiano 

Una buona parte del debito pubblico Italiano è in mano ad investitori esteri. Come verrebbe trattato il rimborso dei titoli emessi in Euro e non nelle nuove Lire? Probabilmente gli investitori, tra i quali il più grande è la BCE, richiederanno di essere rimborsati in Euro anziché con la Nuova Lira. Se è vero che il debito in mano alle Banche ed agli Italiani potrebbe essere convertito forzosamente nella Nuova Lira con un write-off implicito del valore reale di questo debito grazie all’enorme inflazione che si creerà, è anche vero che il vecchio debito in Euro non convertibile in Nuova Lira sarà un vero problema.

 

Una possibile soluzione

Cosa possono fare i risparmiatori italiani in questo contesto? Come preservare il potere d’acquisto?

La scelta di optare nella conversione di parte (almeno un 15%-30%)  della propria liquidità sui conti correnti in sostituti della stessa è un’alternativa da considerare per evitare di farsi trovare impreparati.

Le alternative sono valute storicamente forti o asset class liquide, l’oro fisico è una di queste. Come si vede oggi nei principali Paesi con seri problemi valutari, la corsa all’oro preventiva ha permesso a molti cittadini di preservare il proprio risparmio di una vita.

Da oggi è possibile per ognuno costruire il proprio piano di accumulo in oro per diversificare in via prudenziale la propria liquidità.

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