NON E’ COLPA DI TRUMP SE L’ORO SALE ED I MERCATI SONO STRESSATI

Nel primo trimestre 2018 si sono manifestati significativi cambiamenti sui mercati.

A tutti è evidente il ritorno della volatilità con l’indice VIX che è salito vertiginosamente dai minimi bruciando molti traders e gestori che hanno perso semestri (se non anni) di gain in seguito ad una margin call delle loro posizioni short sulla volatilità.

INDICE VIX dal gennaio 2015 ad oggi

Come è anche chiaro che l’indice DOW JONES potrebbe aver realizzato un top con probabilità sempre maggiori del ritorno di un bear market sull’equity dopo quasi un decennio di salita ininterrotta sulla spinta, intendiamoci sin da subito, del money printing concertato dalle maggiori Banche Centrali mondiali.

INDICE DOW JONES dal gennaio 2015 ad oggi

Come spiegare questo ritorno della volatilità ed i mini crash avvenuti nel primo trimestre 2018 sull’Equity US e mondiale? Ricercare la causa nelle politiche commerciali di Trump forse non è la metodologia corretta per spiegare qualcosa che può trovare un riscontro empirico in una politica monetaria della FED.

Cosa sta facendo la FED? Alzando i tassi, come ben sappiamo. Ma lo sta facendo da oramai più di due anni.

FED FUND RATE dal gennaio 2015 ad oggi

Questo non può spiegare tutto sul perché si sono avuti tali effetti sulla volatilità (VIX), sul Dow Jones e (attenzione) sul LIBOR che è praticamente esploso nell’ultimo trimestre. Il LIBOR misura si lo stress sul mercato del credito ma anche riflette le politiche adottate dalla Banca Centrale.

LIBOR dal gennaio 2015 ad oggi

Cosa sta accadendo? Se non è stato l’aumento dei tassi di interesse, allora saranno state veramente le politiche di TRUMP a fare scattare il VIX, a fare crollare il DOW JONES, a far balzare il LIBOR e a far salire l’Oro verso i massimi degli ulti 3 anni pronto per ripartire nel suo bull market?

PREZZO ORO IN DOLLARI dal gennaio 2015 ad oggi

No, non sono state le politiche commerciali di Trump.

Guardare solo all’aumento dei tassi per capire gli impatti delle politiche della FED vuol dire non avere chiaro lo scenario di base per effettuare le proprie scelte.  Per questo approfondire il “Quantitative Tightening” della FED, l’opposto del Quantitative Easing, è fondamentale. Cosa sta facendo la FED oltre ad alzare i tassi? Sta provando a sgonfiare i propri attivi per, ripetiamo la parola, “provare” ad uscire da una politica monetaria, sperimentale!, che ha assuefatto i mercati nell’ultima decade, mandando in bolla praticamente quasi tutti gli asset finanziari. A parte l’oro.

TOTALE ATTIVI FED dal gennaio 2015 ad oggi

Uno sguardo complessivo allo scenario porta evidentemente a capire che le mosse della Banca Centrale oggi possono essere assimilati a degli esperimenti. La quantità di liquidità iniettata nel sistema via politiche monetarie unconventional negli ultimi 10 anni sembra essere molto difficile da gestire. La FED per prima ci sta provando a capire come fare. Ma la doppia azione di aumento dei tassi + Quantitative Tightening si sta rivelando una trappola.

I mercati stanno reagendo molto, molto male. Probabilmente sino a quando lo stress sui mercati arriverà ad un punto molto critico, la FED continuerà nella sua strategia. Il LIBOR, il VIX, Il DJ sono i primi segnali di come la strada verso una normalizzazione delle politiche monetarie unconventional non è facile, anzi, può non esserci. Questo perché vale la pena di ricordare che la FED è la prima delle Banche Centrali che sta provando a fermarsi nelle sue azioni di doping monetario. Quando, e se, anche le altre Banche Centrali decideranno di rientrare dal Quantitative Easing, quali saranno gli scenari per i mercati?

Portare il Bilancio FED da 4,5 trilioni a 4.38 trilioni ha fatto impazzire il money market e le borse in questo primo trimestre 2018. Un aumento del FED FUND rate di 25 bps ha avuto un effetto moltiplicatore sul LIBOR in presenza di uno sgonfiamento del bilancio della FED. Vale la pena di chiedersi fino a quando i Banchieri Centrali spingeranno questa prova di uscita dall’esperimento monetario più lungo della storia.

Intanto l’oro da buon barometro finanziario e monetario si sta risvegliando e, come sempre, le mani grandi e visibili stanno cercando di comprimere il suo segnale.

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