Magistra vitae….Il buon senso di Cicerone

Se la prestigiosa Assiom-Forex, Associazione Operatori dei Mercati Finanziari, ha deciso di dedicare il supplemento di gennaio 2017 della sua Rivista ad una monografia sull’oro (“Guida all’investimento in oro: dal fisico al finanziario”), qualche ragione c’è.

Anzi, dalla lettura del supplemento, di ragioni per investire in oro ne emergono molte: rarità, non deteriorabilità, diversificazione, protezione dall’inflazione, dal rischio di credito e dagli eventi geopolitici. La monografia, ampia e documentata, affronta un gran numero di aspetti, molti dei quali sono già noti ai lettori di questa newsletter: dalle ragioni storiche dell’investimento in oro all’alternativa tra oro fisico e oro finanziario, dalla costruzione della domanda e dell’offerta agli aspetti pratici e fiscali.

Nell’ambito del capitolo “Strategie di investimento in oro”, appare significativa la seguente considerazione: “Se gli italiani avessero manifestato nei riguardi dell’oro un comportamento più interessato e disponibile, forse le sorti dei loro patrimoni sarebbero state meno infelici”.

L’atteggiamento poco disponibile e poco interessato degli italiani è imputabile, in larga misura, a scarse conoscenze finanziarie, ma prima ancora a lacune nella cultura economica, che dovrebbe stare alla base di ogni nozione finanziaria. Cultura che spesso difetta, del resto, anche negli atenei più prestigiosi: basti pensare che fino a pochi anni fa i rendimenti negativi, oggi sperimentati in tutti i mercati, erano considerati una vera e propria aberrazione, quando invece sono da ritenersi normali in un contesto (quale quello attuale) di perdurante e strutturale contrazione.

Ma oltre alla cultura economica, la presunzione di un certo pensiero progressista diffuso nella stampa specializzata e nelle università ha fatto anche dimenticare una sapienza antica: “gli aspetti che hanno dominato la storia dell’oro per cinque o sei millenni (l’oro si estraeva e si lavorava già nell’antico Egitto), continueranno anche in futuro”. In altre parole, accantonare sofisticati e inutili modelli econometrici e cervellotici algoritmi di rischio e tornare a studiare i manuali di storia, in qualche caso, aiuterebbe.

Come? Per esempio valutare l’attuale brillante risalita dell’oro in questo ultimo periodo.

L’oro fisico è considerato un ottimo strumento di trading, ma soprattutto un’eccezionale scelta d’investimento. E’ uno dei mercati più liquidi al mondo ed ha una volatilità normalmente inferiore e quindi più gestibile rispetto a molti indici azionari. Ci sono grandi possibilità e motivazioni di rialzo anche nel corrente anno.

L’attuale clima d’incertezza sul futuro finanziario ed economico e la preoccupazione di una grave ed irreversibile crisi dell’Euro, inducono molti risparmiatori ed investitori ad inserire nei propri asset oro fisico.

L’intero sistema economico e finanziario mondiale è oggi appeso ad un filio.

Queste situazioni hanno fatto aumentare la percentuale di oro fisico dal 10% consigliata all’attuale minimo 20%, calcolato sempre sul mobiliare posseduto.

Da tempo viene denunciata la manipolazione delle quotazioni dell’oro (…al ribasso). Ora però il mercato, quello reale, potrebbe avere il sopravvento su questi teoremi.

La “London Metal Exchange” ha deciso di allearsi con grossi gruppi bancari che globalmente di fatto gestiscono un mercato da 5.000 miliardi di dollari l’anno. Speriamo ora che le quotazioni ovvero fixing, non siano gestite dai “poteri forti”, ma dalla realtà di un trasparente mercato.

Gli investitori sono tornati ad acquistare il metallo giallo. Si sono riposizionati sull’oro sia per l’effetto Trump, ma anche per lo scenario incerto in Europa; se dalle elezioni politiche (Olanda, Francia e Germania) dovessero emergere sorprese anti-establishment, l’oro si configurerebbe come riparo dalle gravi tensioni finanziarie che uno scenario del genere potrebbe innescare.

Alcuni fatti importanti ci induco a pensare come l’oro fisico sia oggi un elemento essenziale a garanzia dei nostri patrimoni ma anche a garanzia della massa cartacea circolante delle varie Banche Centrali.

Russia, Cina, Giappone ed altre Banche Centrali continuano ad accumulare oro fisico.

E’ notizia recente che la Germania (Bundesbank) ha richiesto di riportare in casa circa 300 tn. di oro (in lingotti) ora giacente nei caveau di Fort Knox in America (111 tn), a Parigi (105 tn.) ed a Londra (91 tn.).

Un ritorno programmato, entro il 2020, di oro esportato dalla Germania negli anni 60 quando si temeva una possibile invasione sovietica in Europa.

Che ci sia grande confusione nel mondo, nell’opinione pubblica, tra gli economisti e nei mercati è piuttosto evidente.

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Tra le varie iniziative di Confinvest, che hanno incontrato molto interesse, ricordiamo la “Pensione d’oro”. Una forma di accumulo, non vincolante.

Un numero crescente di coloro che andranno in pensione dovranno garantirsi un tenore di vita adeguato, una volta terminato l’impiego. Per ottenere un risultato certo, con una difesa del potere d’acquisto , riteniamo che solo l’oro fisico sia tangibile, non deperibile ed unico ad avere caratteristiche di sicurezza.

Un percorso finanziario certo (ripetiamo senza vincoli o penalità in caso di cessazione dell’accumulo) adatto ai singoli bisogni, con una vasta gamma di possibilità operative.

 

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